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giovedì 18 agosto 2016

Una vita alla "Sex and the city"? ...ma anche no!



“Sex and the city”, la celebre serie tv, è subito diventata un cult soprattutto tra il pubblico femminile, poiché descrive la vita di quattro newyorkesi, sempre alla ricerca di nuove avventure amorose, di party sfavillanti e scarpe costose, con semplicità e ironia, affrontando esplicitamente un argomento “scottante” come il sesso, senza freni inibitori e con parecchie battute di spirito.
Personaggi come Carrie, Charlotte, Miranda e Samantha, grandi amiche pur essendo molto diverse tra loro, hanno inevitabilmente portato le spettatrici a identificarsi in una di loro, chi più chi meno. Loro vivono a New York, la città che non dorme mai, il centro del mondo… un posto che spesso sogno di rivedere!
Però mi chiedo, è vero che una vita alla “Sex anche the city” è quello che le donne vorrebbero? Prendete per esempio Carrie, veramente vorremmo essere come lei? Analizziamola con una punta di ironia, da non confondere con invidia eh:
1) La botte piena e la moglie ubriaca: Carrie vuole che il suo uomo le dia le chiavi di casa sua, vuole che le permetta di tenere gli slip in un cassetto, ma detesta la convivenza. Carrie non vuole avere figli, ma vorrebbe che il fidanzato russo si operi per annullare la vasectomia fatta qualche anno prima. Carrie odia i matrimoni ma, al momento di convolare a nozze con Mr. Big, deciderà di organizzare un piccolo matrimonio con 200 invitati. Chissà perché, ma quel matrimonio alla fine non verrà celebrato.
2) Il vangelo secondo Carrie: Carrie Bradshaw, con la complicità delle amiche, stilerà, nel corso delle sei stagioni della serie e dei due film, un vero e proprio “manuale di sopravvivenza”. Il vangelo di Carrie parla alle donne, sostenendo regole di vitale importanza che le dirette interessate sono tenute a seguire per tenersi stretti il proprio uomo e la dignità. Ad esempio, una donna non deve mai e poi mai lasciarsi scappare una flatulenza in presenza del partner, né deve saltare una sola ceretta al pube, pena la reclusione eterna in uno dei più crudeli e spietati gironi danteschi.
3) Uno straordinario talento culinario: non pervenuto.
4) Utilizzi alternativi del forno: sin dalle prime puntate, Carrie mostra subito di non essere una donna di casa, e fin qui niente di strano, dato che essere donna non vuol dire necessariamente essere la perfetta casalinga, ma alla riguardo il forno lei risponderebbe così: “Scherzi? Io utilizzo il forno come ripostiglio”. Quindi, care amiche, perché trascorrere il sabato pomeriggio all’Ikea quando potete riporre gli abiti nel forno?
5) Un invidiabile stile di vita: essendo una scrittrice freelance (vedi punto 8), Carrie ha parecchio tempo libero a disposizione, tempo che un comune essere umano dedicherebbe ad altre attività, come la palestra, un corso di cucina (…non faceva ridere), il volontariato ecc. La nostra Carrie dedicherà il proprio tempo libero a fare… assolutamente nulla. Dormire fino a tardi, parlare al telefono, fare shopping sulla Fifth Avenue (pur essendo spesso al verde), mangiare dolci con l’amico gay, Stanford, altro personaggio esilarante ma evidentemente anche lui con parecchio tempo libero… queste sono le attività che predilige Carrie quando non è “impegnata” a lavorare. E nonostante ciò è sempre in ritardo sulla consegna del suo articolo.
6) Il potere della coerenza: tornando al punto 1, Carrie mostrerà sempre una particolare dote per la coerenza. Una delle regole bibliche presenti nel suo vangelo prevede di non adeguarsi mai e poi mai alle signore dell’alta società newyorkese, perfettamente vestite, sempre presenti agli eventi di beneficenza, dai denti ancor più bianchi degli abiti. Ed effettivamente andare in vacanza agli Hamptons, pranzare da Pastis e scrivere per Vogue ti permette di evitare questa èlite, e di conseguenza di non trasformarsi in una signora bene con appartamento a Park Avenue. Missione compiuta, Carrie.
7) Il potere della delicatezza: ecco un’altra delle straordinarie doti di Carrie. La nostra eroina, nel momento in cui si troverà a vivere una delle sue innumerevoli giornate “no” (probabilmente perché costretta ad alzarsi presto), non mancherà di sputare veleno sulle amiche e sul fidanzato, manco fosse un drago delle leggende nordiche, rivelando un vero e proprio talento per la delicatezza, ma guai a ricambiare con la stessa moneta… È pur sempre una donna sensibile.
8) Professione giornalista: nel corso delle varie puntate, a Carrie verrà spesso chiesto quale sia la sua professione, domanda alla quale risponderà sempre con un “Faccio la scrittrice. Tengo una mia rubrica sul New York Star”, una divertente rubrica sul sesso e la città, da cui prende il titolo la stessa serie. Tuttavia, in quei momenti in cui la si vedrà scrivere al computer, Carrie sarà solita porsi degli interrogativi non su di essi, ma sull’amore (e molto spesso sull’assenza di quest’ultimo). Del sesso e la città, spesso e volentieri, nessuna traccia. Di che stiamo parlando, quindi? Non sarà il caso di trovarsi un vero lavoro?
9) Un fisico invidiabile: inevitabile, dopo aver tanto analizzato la psiche di Carrie, dare un’occhiata anche al suo aspetto. Sebbene l’attrice che la interpreti, Sarah Jessica Parker, non sia una gran bellezza, trovo che gli autori abbiano fatto bene a sceglierla, in quanto una femme fatale sarebbe stata davvero poco credibile. Tuttavia, in alcune puntate, le amiche (donne certamente più belle di lei) la considerano la più bella del mondo, quella coi capelli perfetti, il seno perfetto ecc. A me onestamente non risulta sia la Venere di Milo, come la dipingono le amiche, e non vorrei mai avere le sue ginocchia storte, né le sue mani rattrappite.
10) I tacchi: ultimo punto della mia lista, ma non per importanza, in quanto le scarpe (assieme alla città di New York) sono il quinto protagonista della serie. Carrie stravede per esse, ne possiede più di un centinaio di paia (no, non le tiene nel forno!), e continua a comprarne, nonostante non possa neanche pagare l’affitto. Ma la cosa più strabiliante è quello che riesce a fare coi tacchi: può perdere il cane del fidanzato e rincorrerlo per mezza città, può prendere un taxi, può cucinare (ok, anche questa non faceva ridere!), può scalare il K2… Insomma, qualunque cosa faccia, la troverete sempre con un paio di tacchi 12 ai piedi, meglio se Manolo Blahnik. Ora, non so le altre donne, ma se è vero che “gli uomini e le donne sanno fare le stesse cose, solo che le donne le fanno coi tacchi alti”… temo di essere un uomo!

giovedì 11 agosto 2016

Chili di troppo in gravidanza? Fregatevene!



Quattro mesi fa Anne Hathaway è diventata mamma per la prima volta, di un maschietto, Jonathan, ma a differenza di altre star ossessionate dalla linea, l'attrice non ha nessuna fretta di tornare al suo peso di prima.
Lo ha detto via social, pubblicando la foto di un paio jeans trasformati in shorts perché «le cosce di quest'anno» rivela, «sono troppo grosse». Nessun dramma, però, nessuna preoccupazione.
«Non bisogna vergognarsi di aumentare di peso durante la gravidanza. Non è un peccato se c'è bisogno di più tempo di quanto si pensi per perdere peso (se lo si vuole perdere). Il corpo cambia, cresce, si riduce, è tutto amore».

Noi donne siamo fatte così, viviamo di competizioni, soprattutto fra noi stesse, l’unico aspetto rilevante è: quanti chili hai messo su? Se sfondi il tetto dei 15, sei dannata per sempre, “Poverina, hai visto come si è sformata?”, “Oddio, ma guarda quanto si è ingrassata, sembra un’altra!”, “Mamma mia che balena!”, “Ha il culo che le fa provincia!” etcetera etcetera. Ci sarà anche chi cercherà di dirtelo in faccia, che hai le gambe gonfie, un faccione tanto così, le mani di Bud Spencer e crederanno pure di essere simpatiche mentre lo dicono. Io avevo preso 23 chili, avevo le gambe gonfie, un sedere enorme e sempre la risposta pronta: “Si, sto benissimo così!” e chiaramente ero sotto controllo medico e anche la bambina stava bene.

Subito dopo il parto, comincia un’altra competizione, chi riesce a tornare come prima… c’è qualche mamma che ha il coraggio di tornare subito in palestra o ricominciare a correre come al solito, io no! Qualcuna va immediatamente dal dietologo per farsi seguire durante l’allattamento cercando di evitare brutti scherzi, io no! Altre invece si autopuniscono infliggendosi la dieta da sole, io assolutamente no!

La Hathaway ha perfettamente ragione, abbiamo partorito un bambino di tre chili, quando va bene, mica un pulcino, abbiamo tutto il diritto di andare in giro per casa e anche fuori, sfatte, con le occhiaie e i capelli sconvolti; non dobbiamo preoccuparci per i chili e chi ci guarda storto forse non sa che quella pancia ha contenuto una delle emozioni più belle della vita, quindi… fregatevene

lunedì 8 agosto 2016

Vado ancora a pranzo dalla nonna!



Purtroppo non troppo spesso, ma quando posso, quando cioè tutte le combinazioni astrali sono favorevoli, vado molto volentieri. Alla meravigliosa età di 88 anni è ancora pienamente autosufficiente, abbastanza lucida e sempre bacchettona con me che non la vado a trovare quanto vorrebbe. Ha perfettamente ragione. L’unica cosa che sfortunatamente non fa più è cucinare, per l’esattezza non glielo fanno fare, ma io credo che lo farebbe ancora benissimo come lo faceva una volta. Ormai sono subentrate le nuore e lei di buon grado si è messa da parte, ma ho ricordi meravigliosi dei suoi piatti, non vedevo l’ora di andare a mangiare da lei, in realtà quella casa era il mio posto preferito al mondo, ci passavo intere settimane da piccola e mi dispiaceva un casino andare via. Una casetta in campagna, campi intorno, un orto pieno di verdura, legumi e frutta, animali nel cortile. I miei nonni facevano i contadini e con tutto questo mi hanno regalato un’infanzia straordinaria, quella che probabilmente nessun bambino ha più: mi arrampicavo sui rami del fico per andare a cogliere i fichi, gironzolavo per la vigna a mangiare gli acini d’uva; mia nonna mi portava nell’orto in cerca di qualcosa da raccogliere, mi faceva accarezzare i pulcini, dar da mangiare alle sue bestiole, dai maiali alle galline, dalle mucche alle oche; per me era uno spasso cercare le uova in mezzo al fieno nel pollaio, andare con il nonno sul trattore, ed era una festa ogni volta che si faceva la conserva, si mieteva il grano, si raccoglievano le olive o si vendemmiava, erano appuntamenti ai quali non volevo davvero mancare. Si finiva poi a mangiare tutti insieme, nonni, zii e cugini, praticamente una sagra di paese. Pane e prosciutto, salsicce secche, torta e ogni bendiddio che poteva arrivare direttamente dalle loro mani laboriose. Ogni sera prima di andare a dormire caffè d’orzo con pane tostato, un rito. Come lo era aiutarla a preparare le torte di Pasqua, che non ho mai capito perché il lavoro si misurasse in quante uova ci si mettevano dentro, o i cannelloni per la festa del patrono, dalle sei alle nove teglie, come se dovesse venire a pranzo una squadra di rugbisti dopo l’allenamento. Le passeggiate in mezzo ai campi, le mani sempre sporche di terra, i pantaloncini corti, l’aia, il grande albero di gelso nero, che noi quasi amorevolmente chiamavamo “morone”, con la panchina sotto che ancora è lì, i tanti giochi, il grande focolare e un’atmosfera che non dimenticherò mai. MAI, non lo dimenticherò mai quando ero felice e quanto sono stata fortunata. È cambiato tanto, mio nonno non c’è più e la sua è stata una delle perdite peggiori, una di quelle che si porta dietro un bel pezzo di cuore e di vita; non credo di avergli mai detto a sufficienza quanto gli sono grata, mi mettevo seduta vicino a lui, mi prendeva la mano, di cui ancora sento la ruvidezza e chiacchieravamo. Apro la porta di casa e ancora lo cerco, seduto nella sua poltrona, di fianco al camino, con il suo cappello e le orecchie a sventola che picchietta con la mano sul bracciolo.

venerdì 5 agosto 2016

La tua vita sarà meravigliosa...



LA TUA VITA SARA’ MERAVIGLIOSA
Alla mia piccola belva e ad ogni bambino…
Ci saranno i primi passi, quelli incerti, barcollanti, cadrai e con quei piedini cicciotti ti rialzerai più determinata di prima; tutte le tue prime volte saranno scandite da grandi entusiasmi, ogni piccola conquista sarà una data da ricordare. Ci saranno gli amichetti del nido, la maestra buona, la pappa cattiva, tanti “no” detti strillando; la nanna col pelusche, il latte caldo, un lettino tutto tuo. 
Ci saranno le prime sfide a scuola, uno zaino grande che regala un’immagine di tenerezza e i compiti a casa; un dente che cade, una sbucciatura al ginocchio, la bici senza ruotine. Ci saranno capelli ricci da strecciare tra le lacrime, l’amichetta a casa, giornate sul divano a guardare i cartoni. Crescerai, crescerai in fretta, il tempo lo inghiottirai come la tua cioccolata preferita, senza aspettare, tutto insieme.
Ci saranno i primi voti del proff, la voglia di uscire,il desiderio di libertà e il tuo corpo cambierà, ti sentirai grande, odierai tua madre che continuerà a vederti una bambina; chiederai un motorino, una telefonino, guarderai un ragazzo con occhi diversi, ti batterà il cuore forte forte; ci saranno delusioni, piccole frustrazioni, lacrime e sconforto; scoprirai la bellezza di un’amicizia vera, la gioia della compagnia.  Ci saranno sogni, aspirazioni,  occhi piedi di domani; musiche da ballare sfrenatamente, lente per concedersi dolcezze e malinconiche per farsi uscire qualche lacrima.
Ci saranno esami da superare, agitazione e inquietudine, tanti libri da portare in borsa e ancora esami; la patente, la libertà di scegliere, la spensieratezza e il desiderio di conoscere ogni cosa, di andare, andare, andare; decisioni importanti, tempi ristretti, porte che si chiuderanno, orizzonti che si apriranno; ci saranno i viaggi, un fidanzato, poi forse un altro, fallimenti, trionfi, poi ancora insuccessi e responsabilità sempre più grandi; ci saranno lavori, colleghi, una capo che non sa quanto vali; ritardi e pochi soldi nel portafogli.
Ci saranno sempre momenti negativi, quelli dove non vedrai nessun colore, ricordati che verranno preceduti o succeduti da momenti positivi, dovrai lottare… vivili, vivili tutti al massimo e la tua vita sarà meravigliosa!


Una dedica anche per tutti i genitori, tratta dal libro di Matteo Bussola, "Notti in bianco, baci a colazione"

"Tua figlia avrà otto anni una sola volta e quattro anni una sola volta e due anni una sola volta, mentre ti trovi ad assistere ogni giorno, ogni ora, ogni minuto a una serie di spettacoli per i quali non sono previste repliche. La cosa che non sai è che non è vero che tu resti la stessa persona. Perché mentre loro imparano la vita, tu impari a essere padre, cioè impari la tua seconda vita. Che vuol dire smettere di essere e cominciare a esserci, sapere che quel che c'è passerà presto, riuscire a cogliere la fortuna di quel sorriso tutto per te anche quando sei stanco, la bellezza di quel gioco anche se sei nervoso, la meraviglia di quei sedici chili che vogliono dormire solo addosso al tuo sterno anche quando sei devastato dalla stanchezza e daresti di tutto per dormire a pancia sotto, senza una manina che ti rovista nel naso.  Il fatto è che le tue narici saranno uguali anche fra cinque anni. Quella manina invece no. E pure quella voglia di dormirti addosso se ne andrà, e tu maledirai ogni giorno che non ti sarai goduto, ogni carezza non fatta a quei capelli quando ce li avevi lì a portata, e quando lo spettacolo si sarà spostato su altri palcoscenici in cui non potrai essere presente, quando non sarai più in prima fila ma fuori dalla porta, dormirai sulla schiena solo per ricordare"

Un buongiorno... green!



L’ho già scritto sulla presentazione, una delle mie passioni sono le tisane; sono molto conservatrice, nel senso che quella al tè verde non me la faccio mancare mai, ma dall’altro canto sono anche curiosissima di assaggiare cose nuove e spesso mi imbatto in sapori improbabili. Ce ne sono per tutti i gusti e sicuramente c’è anche quella che fa per voi… da quella rilassante a quella tonificante, da quella diuretica a quella energizzante e così via. 
Oggi, nonostante il caldo, ecco la mia tisana al tè verde, è molto più di una semplice bevanda. Può essere considerato come un vero e proprio medicinale naturale, le popolazioni del Giappone lo sanno bene e da secoli lo utilizzano per via delle sue proprietà benefiche, che nel corso degli anni hanno ricevuto sempre più conferme da parte della scienza e chiaramente può essere gustato anche freddo. Innanzitutto è un antibatterico naturale e un concentrato di antiossidanti, quindi care donne, litri e litri di tè verde; ha alcune sostanze in grado di portare ad una maggiore capacità dell'organismo di bruciare i grassi in eccesso e di ridurre l'assorbimento dei grassi introdotti con l'alimentazione e pare che sarebbe in grado di proteggere la nostra pelle dagli effetti dannosi dei raggi UV. Bastano pochi minuti...

Buon tè e buongiorno!